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L'Arca dell'Alleanza: dal sacrificio all'eucaristia cristiana
In epoche molto antiche, l’animale era sacro, la sua vita intangibile, e poteva essergli tolta solo con la partecipazione e sotto la comune responsabilità di tutta la tribù, in presenza del dio, perché assimilando la sua sacra sostanza, i membri del clan riaffermassero l’identità materiale che credevano li unisse tra loro ed alla divinità: il sacrificio era un sacramento
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Il dio primitivo e il sacrificio totemico (1) |
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arca alleanza
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L'Arca dell'Alleanza - Il dio primitivo e il sacrificio totemico
Sigmund Freud nel suo libro “Totem e tabù e altri saggi di antropologia” scrive: “La tribù si aspettava dal suo totem protezione e favore. Se si trattava di un animale pericoloso, lo si credeva incapace di nuocere ai suoi compagni-uomini, e, in caso contrario, la vittima veniva esclusa dalla tribù avveniva che si rimettesse alla decisione del totem, quando si trattava di risolvere questioni di discendenza e di legittimità. Il totem assiste gli uomini nelle malattie, dispensa al clan presagi ed ammonimenti |
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La forza unificatrice (2) |
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arca alleanza
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La forza unificatrice
Ma da dove proviene questa forza unificatrice che si attribuisce all’atto di mangiare e bere insieme? Nelle società più primitive c’è solo legame assoluto ed incondizionato, la comunanza di clan (Kinship). È un gruppo di persone la cui vita forma una così intima unità fisica che ciascuna di esse può essere considerata un frammento di una vita comune. Quando un membro viene ucciso, non si dice: “Il sangue del tale è stato versato”, ma “il nostro sangue è stato versato”. Dunque Kinship significa far parte di una sostanza comune. Dividendo il pasto con il proprio dio, si esprime la convinzione di essere fatti della sua stessa sostanza |
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La divinita - eucarestia cristiana (3) |
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arca alleanza
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L'Arca dell'Alleanza - la divinita e l'eucarestia
Per quanto riguarda la successiva evoluzione dell’antico sacrificio totemico nella società sono sopraggiunti cambiamenti essenziali nell’atteggiamento nei confronti del padre, e forse anche nell’animale. Ricordiamo che il padre era rappresentato due volte: come dio e come animale sacrificio. I membri (fratelli) che si univano in bacchetto dovevano desiderare di divenire simili al padre, e cercando di soddisfare questo desiderio assimilando durante il banchetto totemico, parte dell’animale che ne rappresentava il surrogato. |
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