Rockerilla -
n°273 maggio 2003.
I Regni Segreti.
Il viaggio attraverso
le Terre di Mezzo volge a nuove mete per opera del bravo Gian
Castello. Dopo le tape nei giardini di "Merlino l'Incantatore" e "Taliesin"
il flautista ligure oggi ci porta sulle contrade de "I Regni
Segreti", la sua ultima magia sonora. Sin dalle prime note si è
avvinti da un'aura straordinaria, i luoghi fatati che l'autore ha
visitato dovevano essere davvero bellissimi, è tornato con uno
zaino pieno di delizie raccolte durante i suoi viaggi nei lidi di
Scozia ed Irlanda e le ha riversate in pozioni acustiche che
accarezzano il corpo e catturano la mente fra danze e armonie che
parlano all'anima con un linguaggio antico e mai esistito. C'è la
bravura del fuoriclasse e la e la scintilla del cantore ispirato
alla base di un disco come questo, i tredici brani magistralmente
eseguiti dal combo di Gian Castello sembrano come guidati da un
fluido speciale verso i sentieri ultraterreni della musica, là
dove i Fairies, gli esseri fatati della leggenda, erano gli elfi e
i folletti che la Tradizione Celtica associa ai Tuatha De Danann,
i progenitori del popolo irlandese. Il disco apre a tempo di danza
alla maniera bretone del migliore Alan Stivell, due minuti di
ritmi incalzanti che fanno da intro alle atmosfere sacrali di
"Stella Splendens" strette in un coro di note sublimi. Ma altre
meraviglie attendono lungo il percorso, angoli di paradiso che
sanno d'irreale perché senza tempo, ascoltare queste musiche è
come danzare al vento di primavera sognando Galadriel, e la fata
del lago. In "L'Arpista Errante" c'è il soffio di Turlough O'Carloan,
l'ultimo dei bardi irlandesi che ci ha tramandato le sue melodie.
E poi c'è la ballata di "Tam Lim" raggiante di luce, mentre fra
una gemma elettroacustica e l'altra troviamo le saghe aurorali de
"La Piccola Cascata", "Il Ponte dell'Arcobaleno", "La Festa Dei
Fairies"... Vane parole a confronto di tanto fulgore. ALDO
CHIMENTI
Traditional Arranged - magazine di musica folk e
tradizionale n°2 anno 1 maggio-giugno 2003.
I Regni Segreti.
Giunto al suo quarto album, il nostro menestrello, un flautista che
meriterebbe certamente maggior fortuna, si cimenta nei racconti dei
Fairies, esseri fatati, folletti della tradizione irlandese, abitanti
dei "Regni Segreti", alternando momenti di racconto a brani
strumentali. Un'opera minore solo in apparenza, che riesce a
trasferire, per merito della forte vena interpretativa di Gian
Castello, vibranti emozioni. Il tin whistle, il dulcimer, il bodhran
si intrecciano con l'arpa, la cornamusa e i ritmi del nostro tempo
per dar vita ad una cavalcata epica in cui a tratti si può notare
una certa similitudine allo stile "branduardiano", senza per questo
sminuire il valore complessivo del disco, che continua a piacere e
ispirare dopo ripetuti ascolti.