LA SCRITTURA DI PADRE PIO
 di Cinzia Sibilla Biffino
La pressione della penna sul foglio è inconfondibile per riconoscere la personalità di chi crede molto in se stesso, della persona egocentrica, autoritaria, con molta (o poca) secondo se la pressione e ben distribuita e pesante, o poca se questa e leggera e incostante (filiforme), tanto che nelle lettere anonime lo scrivente si può tradire riuscendo a falsificare tutto ma la pressione, che è veramente un messaggio dell'inconscio.
Molti ricordano la calligrafia di Gabriele D'Annunzio, con i suoi filetti aerei e i suoi tratti verticali pieni marcati nutriti pastosi, frutto di una pressione ben distribuita: essi esprimono inconfondibilmente la sua energia psichica, un'energia produttiva, ed anche la sua affermazione del sè. La pressione indica in poche parole se una persona vive la sua vita con autonomia, equilibrando bene i suoi contrasti interiori.
Una pressione spostata sulle aste orientali della scrittura anziché quelle verticali che corrispondono anche al maggior impegno che lo scrivente potrebbe indicare un disturbo interiore depressione.
Esaminiamo ora la scrittura di Padre Pio. Bellissima nel contesto perché emerge il valore grafico di "filiforme": essa esprime obiettività, dono femminile di sé agli altri, ma anche una grande forza.
Quelle L e la T sono delle volte gotiche, filettate, aeree e appartengono a un uomo che vuole costruire portando un peso sulle spalle.
La tendenza destrosa (cioè inclinata verso la destra) significa apertura e lotta interna verso alti valori ed esprime anche la "grande nostalgia per la paternità fisica" in senso umanitario, probabilmente a livello inconscio, visto che è il cervello che guida la mano.
Padre Pio si sentiva un po' il padre, il tutore dei sofferenti e se ne assumeva la difesa sia fisica che morale.
Un uomo che ha lottato fino alla morte per far valere i propri ideali, cercando di trasmetterli agli altri, avendo capito che è nel bene che c'è la salvezza.
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