Avalonceltic - arte - cultura etnica - studi antropologici - parapsicologia - mantica
index
° L'Altra Scienza
° Grafologia
° Tarocchi
° Oggettistica Fantasy
home Home
INTERPRETAZIONE DEI VOSTRI SOGNI
fermate i sogni con carta e penna 
>> - Se volete CONOSCERE I MESSAGGI DELL'INCONSCIO spedite una e-mail ed un'esperta interpreterà i vostri sogni.

Lettere Aperte ... una rima disperata ad un amico

di Cinzia Sibilla Biffino
Questo libretto di poesie è il frutto d’un’intesa comunicativa tutta particolare fra un gatto e la sua padrona. E la magia di questo incontro, durato dieci anni, ci fa comprendere che esiste, oltre ad una sensibilità estetico-sentimental-affettiva (che si può riassumere nella facoltà di creare uno stato d’animo particolare, come quello del gattino che vi si struscia sulle gambe, o vi fa le fusa, o di un cucciolo che vi guarda con occhi languidi, o quella di un cavallo al galoppo in riva al mare), esiste anche una sensibilità comunicativa che parte da alcuni animali, vissuti in ambienti particolari e a contatto con persone speciali.
STORIA VERA DI UN GATTO MAGICO Nel 1991, un giorno, chissà per quale motivo, un gatto soriano, adulto e castrato, venne da me. Iniziammo un “dialogo mentale”, forse telepatico. Quando mi esprimevo in parole, lui, il gatto, saliva sul tavolo, mettendo la sua zampina sulla mia mano; io chiudevo gli occhi e, sulla carta, attraverso la mia mano, automaticamente, la sua risposta si esprimeva. Seppi che era un veicolo, cioè un mezzo di comunicazione, e, subito, pensai: “Ecco perché vi hanno bruciato sul rogo come veicoli di presunte streghe!” Ma il Generale Belisario (questo era, a suo dire), il veicolo che comunicava a volte con me, mi rispose: “Solo i gatti neri!” Lui era un privilegiato. “Generale” era un gatto grigio con sfumature tigrate un po’ più chiare sulla testa. Aveva il simbolo magico di Maometto, e la “M” della Madonna, la Grande Madre, sulla testa, tra le orecchie. Ebbi dal “Generale” (ormai era, per tutte le persone che venivano a trovarmi, il suo nome), tante significative risposte. Ne riporto alcuni. Non era passato molto tempo, dalla sua venuta, che, un giorno, gli chiesi: “Da dove sei scappato? Non vuoi tornare dalla tua padrona?” Mi rispose, salendo di corsa sul tavolo e posando la zampina sulla mia mano. Io automaticamente, scrivevo: “Non ho alcun padrone, sono uno spirito libero e ho scelto te perché chi mi custodiva prima mi ha reso grasso e inutile, togliendomi la gattità!” Logicamente, s’è l’era presa perché lo avevano castrato. Parlavo con lui a voce alta, quando qualcosa non andava. Una volta, Claudia, mia figlia, si dimenticò di comprargli il cibo. Tutte le sere, prima di andarmene, gli mettevo il cibo nella ciotola. Quella sera, gli aprii la finestra, dicendogli: “Generale, stasera vai a mangiare nel centro storico. Troverai di sicuro qualche topo... Ti lascio la finestra aperta.” Non finii la frase, che lui andò velocemente sul tavolo, nell’ormai consueto modo, e mi fece scrivere: “Noi gatti siamo come i lord inglesi, perfino stanchi di giocare a golf... Figurati se vado a cacciare topi!” Capii che era uno snob. Quella sera, Generale saltò la sua cena. E ce ne sarebbero di cose da raccontare su questo magico gatto, ma preferisco lasciar parlare le sue lettere aperte, che m’ha dettato due giorni dopo avermi lasciato. Sono certa che ne trarrete delle conclusioni. Magari non tutte positive, perché il dubbio è dell’animo umano... Ma, al di là dello scetticismo di molti, vi invito a riflettere sull’antica saggezza dei nostri amici animali.  
>>

Alcuni versi

Il tempo inesorabile passa,
innalza fra noi
un muro di vetro,
dividendo:
la vita che scorre,
il ricordo che rimane.

M’è rimasto di te,
un tacito
accordo
(Continua nei prossimi numeri.) 
>>


IO SONO IL DONATORE

Io sono. A te che leggi, io parlo. A te, che per lunghi anni, vagando innanzi e indietro, hai con ardore cercato nei libri, negli insegnamenti, nelle filosofie, nelle religioni, non sai neppure tu che cosa: la verità, la felicità, la libertà, Dio. A te, Anima stanca e scoraggiata, quasi senza speranza, che molte volte hai afferrato un barlume della verità cercata, solo per riconoscere che essa si dileguava come il miraggio del deserto. A te che credesti di averla trovata in qualche grande istruttore, capo riconosciuto di una Religione, Fraternità o società, e che ti pareva un "maestro" - tante meravigliose erano la sua speranza e le opere sue - solo per risvegliarti più tardi alla scoperta che quel maestro era soltanto una persona umana con difetti, debolezze e colpe segrete, pur avendo potuto essere il tramite di splendidi insegnamenti apparsi a te con la più alta verità.
A te, di nuovo stanco ed affamato, senza guida; a te io sono venuto. Sei tu prono a ricevere il mio messaggio? Se lo sei, fa cuore. Calma la tua mente umana e segui strettamente la mia parola qui pronunciata. Oppure forse ti allontani, deluso ancora una volta, con nel cuore il morso della fame insaziata?
Io! Chi sono io, che sembro parlare con si conscio potere ed autorità? Ascolta. Io sono quella parte di te che è e sa, che sa tutte le cose, che sempre seppe e sempre fu. Io sono tu, il tuo Sé; Io sono quella parte più alta di te stesso, che vibra entro di te mentre leggi, che risponde a questa mia parola, che ne percepisce la verità, che riconosce per sua natura tutta la verità e scarta ogni errore dovunque lo trovi. Io ti reco questo messaggio, come ti ho portato ogni cosa in vita, libro o "maestro"; povertà o ricchezza; amara esperienza od amore, allo scopo d'insegnarti il tuo vero Sé. Quello che fa appello a te mentre leggi, è il mio messaggio, detto dalla tua coscienza umana.
Questo libro è stato raccolto anonimo qualche anno fa e pubblicato sul mensile L'altra Scienza. Contiene le rivelazioni comunicate ad una nota medium. È stato il suo spirito -guida a comunicare che questi messaggi venissero divulgati in modo che tutti ne potessero fare uso, ma al tempo stesso aveva ammonito che non doveva esserci alcuna speculazione commerciale. Quindi: anonimato d'obbligo>> >>


RITRATTO DI MEDIUM

Mi accingevo a riprendere questo libro, descrivendo strane esperienze medianiche da me vissute, quando, ad un certo punto dell’esistenza, la vita mi prese, conducendomi per mano per venticinque anni, facendomi vivere le svariate esperienze in cui compresi che ero una medium. Questo ritratto di medium, che all’inizio doveva essere solo biografico, diventa così il un manuale di una nuova conoscenza, in cui medium moderni si possono riconoscere. Le esperienze da me vissute diventeranno le vostre, potrete confrontarle, farle fiorire senza paura verso una completa esperienza medianica. LO SPIRITO, CONTINUAZIONE DELLA PERSONALITA’ UMANA Il problema dell’esistenza dell’anima (o sopravvivenza umana al disfacimento del corpo materiale) ha, da sempre, turbato la mente umana: in particolare, l’intelligenza che, ad ogni costo, vuole squarciare il velo che ci divide da ciò che non comprendiamo. Ma il razionale è legato al corpo, mentre l’irrazionale all’anima, costellando la medianità di miriadi di teorie che si compenetrano o annullano o si esaltano, mai però riescono a dissuadere la mente umana che, dopo la morte, qualcosa esiste… Ma scrutiamo come questa credenza è radicata in tutti i popoli sin dai tempi più remoti. L’apparizione dei fantasmi è stato sempre la spinta più vigorosa, ma non dà prova, a chi li vede, di medianità; quasi sempre chi vede lo spirito di un trapassato non è mai un medium, cioè un mezzo di comunicazione fra i due mondi. Gli antichi, però, avevano notato che certi fenomeni si verificavano sempre in presenza di persone “speciali” e, con l’andare del tempo, li chiamarono medium. Devo dire, anche, che tutti gli uomini sono, più o meno, dei “medi”. Certo è che il grado di medianità varia molto da individuo a individuo; così, in uno si trova al massimo della potenzialità di comunicazione tra i mondi, in altri quasi a zero. Ma, allo stesso modo, può variare l’intelligenza che, come la medianità, va coltivata e compresa. Con il termine di spiritismo intorno al 1800 e primi del ‘900, si intendevano tutti i fenomeni che, prodotti del medium, si presentavano sotto forma occulta. Oggi, con la “Nuova Era”, posso affermare che s’intende per spiritismo solo l’insieme di quei fatti che si ritengono prodotti dai trapassati. Ridimensionando, così, i medium a coloro che hanno comunicazioni volontarie con le entità, ossia senza disturbare nessun trapassato, ma intercedendo solo con coloro che sono nella possibilità di farlo. A questo punto, chiedo a me stessa: “Ha l’uomo il diritto di interrogare le Entità? Fermare le Entità lungo la via dell’evoluzione?” Noi non sappiamo quanto e quale danno le Entità possono ricevere da noi. Sappiamo però di persone che, per gioco, credendosi dei medi, spesso per curiosità o per fini personali, o per voler conoscere ciò che non è ancora dato all’uomo sapere, vivono in preda a paure e confusioni mentali. Non abbiamo nessun diritto di ridestare nelle entità passioni o desideri umani, distogliendole forse nel cammino universale Divino. Certo, le Entità hanno piacere, specie quelle che ci sono state care in vita, a comunicare; dev’essere una grande gioia poter ritornare in un mondo che non hanno ancora totalmente dimenticato, poter ritornare a vivere, sia pure per attimi, attraverso il medium. A questo punto, chiedo: “E il Medium?
”Egli spende una somma enorme di energia, fino a diventare un corpo vuoto in balia, a volte, di forze non ancora conosciute e quindi indisciplinate. Il problema è complesso, quindi è importante che ascoltiate un consiglio: “Usate la massima prudenza nell’utilizzo delle forze medianiche. Non chiamate mai le entità a comando, ma lasciate che siano loro a venire da voi. Lasciate che la vita vi prenda per mano e vi guidi. Ci sono Entità che, per volontà di Dio, hanno il compito di mettersi in contatto con il medium, per comunicare come e dove l’uomo sta sbagliando: illuminandolo, quasi sempre, in modo impersonale. Leggerete, in un altro capitolo, come l’autopsia su mio padre, mi abbia impedito di vederlo per l’ultima volta, credendo di non riconoscerlo. Nel concludere questo capitolo, farò delle considerazioni È colpevole l’anatomico che a scopo di studio o per la donazione rimuove organi squarcia un cadavere? Risponderò che, normalmente, egli fa male alla parte sentimentale che ci lega a chi ci è stato caro in vita. Questo sentimento, etico e altamente umanitario, ci vieta di fare scempio di un corpo che racchiude ancora l’anima: non sappiamo con certezza se sezionando o rimuovendo alcuni organi, benché prossimi alla decomposizione (naturale), non si rechi del danno all’anima che vi era racchiusa. Ma, se penso al bene che la scienza reca all’umanità, il compito dell’anatomico, con il suo studio, viene pienamente giustificato. Non solo, ma, se il bene dell’umanità è al di sopra di ogni altro pensiero, egli ha il diritto e il dovere di studiare quel corpo senza vita, se questo salverà in futuro un’altra vita. Così, anche dai fenomeni medianici può giungere a noi la luce della conoscenza, luce che potrà illuminarci la vita, aprendo la nostra intelligenza ad altri orizzonti. Luce che ci mostrerà sotto altri aspetti la bontà di Dio e del creato, mettendoci in comunicazione con l’intimo dell’universo. Dirà all’uomo, come ha detto a me che non è solo, donandogli nuove ragioni di vita. Sibilla >> >>